Giocatrice A.

La tua nonna materna è in ospedale da un pò.

Sembrava che non ce l’ avrebbe fatta, stavolta;  eppure è ancora in quel letto ad aria che fa un sacco di rumore quando si muove.

La lucidità, quella se n’era bella che andata già da tempo. Ormai, ci hai fatto l’abitudine, e, anche se a volte ti dà del lei, ci ridi su.

Ma vederla in quel letto, è come vedere una leonessa incatenata. Lei, che con la sua forza ha superato di tutto. Lei, che quella forza ancora ce l’ha, e sembra incredibile, quando ti prende il dito e non te lo molla più. Lei che, anche se è debilitata al massimo, pretende ancora di tenere in mano il bicchiere per bere.

In certi giorni in cui è un fagottino sotto le lenzuola, con gli occhi chiusi e senza vita, speri che il gettone sia l’ultimo e che lo schema stia per finire.

Ma oggi cantava, canzoni di una volta, recitate parola per parola come le avesse appena sentite. E poi rideva.

Allora hai pensato che avere qualche altra monetina per continuare il gioco non sarebbe poi male.

D’altronde dev’essere un’ottima giocatrice, considerando che oggi, anche se magari non lo sa, compie 97 anni.

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